Nella capitale canavesana della ceramica, anche l’usato ha una sua eleganza.
- 📅 Quando: Ogni 1° Sabato del mese (Piazza Generale Romano) e ogni 3ª Domenica del mese (Piazzale Pietro Nenni, fronte ospedale). Da gennaio a novembre; dicembre sospeso.
- 📍 Dove: Castellamonte (TO) – due location nel cuore cittadino, a seconda del giorno.
- 🕰️ Orari: Dalle 8:00 alle 18:00
- 🏺 Tipologia: Usato, riuso, modernariato. Oggettistica, abbigliamento, mobili, curiosità.
- 💼 Numero Espositori: circa 100
Il calendario 2026: prossime date
Primo sabato del mese – Piazza Generale Romano:
sabato 7 febbraio 2026
sabato 7 marzo 2026
sabato 4 aprile 2026
sabato 2 maggio 2026
sabato 6 giugno 2026
sabato 4 luglio 2026
sabato 1 agosto 2026
sabato 5 settembre 2026
sabato 3 ottobre 2026
sabato 7 novembre 2026
(dicembre: sospeso)
Terza e quinta domenica del mese – Piazzale Pietro Nenni:
domenica 15 febbraio 2026
domenica 15 marzo 2026
domenica 29 marzo 2026
domenica 19 aprile 2026
domenica 17 maggio 2026
domenica 31 maggio 2026
domenica 21 giugno 2026
domenica 19 luglio 2026
domenica 16 agosto 2026
domenica 30 agosto 2026
domenica 20 settembre 2026
domenica 18 ottobre 2026
domenica 15 novembre 2026
domenica 29 novembre 2026
(dicembre: sospeso)
Usato doc, in una città che di “fatto per durare” se ne intende
Castellamonte non è un posto qualunque. È la città dove da almeno ottocento anni si lavora l’argilla rossa delle colline canavesane, dove le stufe in terracotta sono arrivate fin in Russia e in Argentina, dove la ceramica non è un mestiere ma una religione civile tramandata di bottega in bottega. È, insomma, una città abituata a costruire cose che durano. E allora è del tutto logico che anche il mercato dell’usato abbia qui una sua dignità particolare.
Il Mercatino dell’Usato 2.0 — gestito con piglio e continuità ammirevoli — offre due appuntamenti fissi al mese: il primo sabato e la terza domenica. Due piazze diverse, stessa filosofia: roba vera, prezzi onesti, nessuna pretesa da mercato patinato. Siamo nel territorio del riuso genuino, quello dove tra un banco e l’altro si trova ancora la credenza smaltata che veniva dalla cucina di qualcuno, il giubbotto in pelle che ha già fatto la sua vita e ne ha ancora da fare, la radiolina portatile che funzionava ancora quando è finita nel garage.
Il modernariato ha qui una presenza non trascurabile — oggetti dagli anni ’60 agli ’80 che da queste parti sono “roba di quando eravamo giovani”, non pezzi da design. Il che, per chi caccia con occhio, è una bella differenza di prezzo.
A cosa puntare
- Modernariato vissuto. Castellamonte e il Canavese in generale hanno una storia industriale e artigianale solida. Nelle case di qui ci finivano oggetti buoni, fatti per durare. Quello che esce dai garage e dai solaio ha spesso ancora molto da dare.
- Abbigliamento e tessuti. Non è il mercato delle griffe, è il mercato della lana che scalda. Chi cerca capi invernali robusti o tessuti di qualità da recuperare può trovare piacevoli sorprese.
- Mobili e complementi. Per chi ha il furgone (o un’auto con il tetto abbastanza ottimista), ogni tanto spunta qualcosa di interessante. Credenze, specchiere, sedie impagliate che aspettano solo un restauro minimo.
- Ceramiche locali. È una possibilità concreta, anche se non frequentissima: tra i banchi del riuso può capitare qualche pezzo di ceramica castellamontese “di famiglia”. Non le stufe monumentali, ovvio — ma piatti, alzate, piccoli manufatti in terracotta locale che hanno un valore di territorio prima ancora che collezionistico.
Perché andarci: Un mercato senza fronzoli, vero, onesto e stimolante. Per chi ama il riuso è praticamente una tappa obbligata.
