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SUMMARY:Polentonissimo 2026 - Monastero Bormida (AT)
DESCRIPTION:Una tonnellata di mais\, salsiccia e storia all’ombra del castello di Monastero Bormida \n\n\n\n🎟️ Ingresso: Accesso al borgo libero. Piatto di polenta a pagamento (biglietteria in loco). \n\n\n\nVecchiometro⭐⭐⭐⭐⭐ (“bramata” di nome e di fatto\, la polenta è sempre la polenta\, santa polenta!) \n\n\n\n\n\n\n📅 Quando: Domenica 8 Marzo 2026 (Festa della donna… e della farina gialla\, perbacco!)\n\n\n\n📍 Dove: Piazza del Castello\, Monastero Bormida (AT)\n\n\n\n💎 Il Protagonista: Un paiolo di rame gigantesco (davvero\, ci vuole una gru per spostarlo).\n\n\n\n👥 Livello di Folla: Critico. È un evento famoso. Arrivate presto o rassegnatevi alla coda sociale.\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nIl miracolo della farina gialla\n\n\n\nDimenticate la polenta istantanea che si fa in 5 minuti. Qui siamo di fronte a un rito sacro che si ripete dal 1573 (sì\, avete letto bene). La leggenda narra che il Marchese del Carretto sfamò la popolazione affamata con la polenta\, e da allora a Monastero Bormida non hanno più smesso di mescolare. \n\n\n\nIl cuore dell’evento è lo “Scodellamento” pomeridiano (verso le 17:00)\, ma la festa inizia al mattino. Vedere i polentari della Confraternita che girano la farina nel paiolo gigante con strumenti che sembrano remi di una galea romana è un’esperienza ipnotica. E il condimento? Non si scherza: frittata di cipolle e salsiccia di maiale. Un piatto unico che vale come fabbisogno calorico per tre giorni. \n\n\n\nPerché ci piace\n\n\n\n\nLa Rievocazione Storica: Sbandieratori\, nobili in costume e popolani. Per noi che amiamo il vintage\, vedere gente vestita come nel ‘500 mentre mangia salsiccia è il massimo.\n\n\n\nIl Castello: Fa da sfondo a tutto. Se riuscite a staccare gli occhi dal piatto\, visitatelo: è uno dei più belli della Langa Astigiana.\n\n\n\n\n\n\nI consigli della Confraternita\n\n\n\n\nIl Parcheggio (Il vero nemico): Il paese è medievale\, le auto non erano previste nel 1500. Consiglio: Parcheggiate lungo la provinciale prima di entrare in paese o seguite le indicazioni per i prati adibiti a parcheggio. Preparatevi a camminare un po’ (consideratelo il pre-riscaldamento per la digestione).\n\n\n\nI Biglietti: La fila per i ticket del pranzo/merenda può essere lunga. Se arrivate al mattino\, comprate subito i biglietti per la porzione\, anche se mangerete dopo. Non fate l’errore di mettervi in coda quando avete già fame.\n\n\n\nIl Ritmo: La polenta viene servita quando è pronta. Non quando avete fame voi. Il “Polentonissimo” ha i suoi tempi. Nell’attesa\, passeggiate tra le bancarelle degli antichi mestieri.\n\n\n\nDress Code: Comodo e “sacrificabile”. Schizzi di sugo o farina sono possibili. Scarpe comode per il pavé irregolare del centro storico.\n\n\n\n\n\n\nLa dritta dello zioUn classico intramontabile. Rustico\, onesto\, nutriente. E poi vedere il paiolo ha sempre il suo perché. È un’opera di ingegneria idraulico-gastronomica. Infine\, la polenta cotta a legna in rame ha tutto un altro sapore rispetto a quella fatta nella pentola antiaderente dell’Ikea.
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SUMMARY:Fiera di marzo 2026 - Novara
DESCRIPTION:400 bancarelle e il “miracolo” dello sgrassatore universale \n\n\n\n🎟️ Ingresso: Gratuito (è un mercato a cielo aperto). \n\n\n\n\n\n\n📅 Quando: Sabato 7 e Domenica 8 Marzo 2026.\n\n\n\n📍 Dove: Parco dell’Allea\, Viale Turati e zona Castello Visconteo-Sforzesco.\n\n\n\n💎 Il Protagonista: L’imbonitore che vende la padella antiaderente eterna.\n\n\n\n👥 Livello di Folla: Formicaio. Se soffrite il contatto umano\, state a casa. Tutta Novara è qui.\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa grande fiera della primavera novarese\n\n\n\nA Novara si fa shopping “tattico”. La Fiera di Marzo è un’istituzione. Non aspettatevi solo prodotti tipici: qui c’è di tutto. Dalle mutande in blocco (3 paia 5 euro) ai fiori per il balcone\, fino ai banchi dei dolciumi che ti fanno venire il diabete solo a guardarli. \n\n\n\nPer noi vecchi dentro\, il vero spettacolo sono i Dimostratori. Avete presente quelli con il microfono headset che tagliano le zucchine in 4 secondi netti o che puliscono una macchia di sugo impossibile con una spugna magica? Ecco\, alla Fiera di Marzo ce ne sono a decine. Fermarsi a guardarli\, commentare “Eh ma a casa non viene uguale” e poi comprare lo stesso l’attrezzo è un rito obbligatorio. \n\n\n\nPerché andarci: È la fiera dove compri le cose che servono davvero: i calzini\, la tovaglia plastificata\, le piante per l’orto. Non c’è la puzza sotto il naso\, c’è solo la voglia di fare affari e mangiare un croccante alle mandorle che ti cementa la dentiera. \n\n\n\n\n\nI consigli della Confraternita\n\n\n\n\nIl Parcheggio (L’Incubo): Il centro è blindato.Consiglio Pro: Puntate al Parcheggio Manzoni (a pagamento ma comodo) o zona Stazione FS (se arrivate presto).Consiglio “Umarell”: Girare a vuoto in Viale Verdi sperando che qualcuno esca è inutile. Andate diretti verso lo Stadio e camminate un po’.\n\n\n\nLa Pausa Tecnica: I bagni chimici della fiera sono… beh\, sono bagni chimici.Strategia: Un caffè al bar del Castello o in Piazza Martiri vale il prezzo della consumazione solo per usare una toilette di ceramica.\n\n\n\nIl Meteo Variabile: Marzo è pazzo. Potrebbe esserci un sole che spacca le pietre o un vento gelido che arriva dalle Alpi.Dress Code: “A cipolla”. Giacca pesante\, sotto maglione\, sotto camicia. Dovrete spogliarvi e rivestirvi 10 volte.\n\n\n\nCosa si mangia: Non è una sagra gastronomica pura\, ma l’aria profuma di frittelle e panini con la porchetta. Se volete fare i raffinati\, cercate i Biscottini di Novara (i Camporelli)\, leggeri e perfetti per l’inzuppo.\n\n\n\n\n\n\nLa dritta dello zioOcchio al portafoglio (in senso letterale). Nella calca\, la tasca posteriore dei pantaloni non è una cassaforte. Mettetelo davanti.
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SUMMARY:Festa del Tartufo Nero De.Co 2026 - Scagnello (CN)
DESCRIPTION:Poca apparenza\, molta sostanza (e molto profumo) \n\n\n\n🎟️ Ingresso: Gratuito alla fiera. Degustazioni e pasti a pagamento. \n\n\n\nVecchiometro⭐⭐⭐⭐⭐ (qui si sente il profumo del tartufo e non quello delle influencer) \n\n\n\n\n\n\n📅 Quando: Sabato 7 e Domenica 8 Marzo 2026\n\n\n\n📍 Dove: Centro storico e Area Manifestazioni\, Scagnello (CN)\n\n\n\n💎 Il Protagonista: Il Tartufo Nero De.Co. di Scagnello\, pregiato e autentico\, con le sue mille deliziose declinazioni\n\n\n\n👥 Livello di Folla: “Famigliare”. Qui ci si conosce tutti\, ma i “forestieri” sono i benvenuti se mangiano con appetito.\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nIl fascino del “Nero” di Scagnello\n\n\n\nMentre ad Alba si danno le arie con il Bianco\, qui a Scagnello si celebra il Tartufo Nero\, quello che non ha bisogno di teche di cristallo per farsi rispettare. Siamo alla XXIII edizione di una festa che è rimasta come piace a noi: genuina\, ruspante e con quel profumo che ti entra nel naso appena scendi dall’auto. \n\n\n\nIl clou è la Mostra Mercato della domenica\, dove i cercatori locali (i trifulau) portano il raccolto dei boschi circostanti. Non aspettatevi i red carpet\, aspettatevi mani callose\, bilance di precisione e scambi di battute rigorosamente in dialetto. \n\n\n\nGli highlights per i diversamente giovani\n\n\n\n\nIl Pranzo Itinerante (Domenica): È il cuore dell’evento. Si gira per il borgo assaggiando specialità locali rigorosamente impreziosite dal tartufo.\n\n\n\nLa Cerca simulata: Ideale per chi pensa che i tartufi crescano sugli alberi o siano messi lì dal Comune. Qui vedrete i cani all’opera (i veri eroi della festa).\n\n\n\n\nVarie ed eventuali\n\n\n\n\nElenco in aggiornamento\n\n\n\n\n\n\nI consigli della Confraternita\n\n\n\n\nIl Parcheggio: Scagnello è un borgo arroccato. Non provate a infilare l’auto in centro a meno che non abbiate una Panda 4×4 del 1985 e il permesso divino. Parcheggiate dove indicato dalla Protezione Civile all’ingresso del paese e godetevi la salita: serve a creare spazio per il tartufo.\n\n\n\nIl fattore “Brivido”: Siamo a marzo e siamo in quota. Anche se c’è il sole\, l’ombra punge. Portatevi la “maglia della salute” (lana o termica\, non facciamo i sofisticati) e una giacca che schermi il vento.\n\n\n\nIl Vino: Si beve locale. Il Dolcetto qui è il compagno di vita del tartufo nero. Non chiedete uno spritz o l’oste vi guarderà come se aveste chiesto un ananas sulla pizza.\n\n\n\nConnessione: Il telefono prende “a tratti”. Consideratelo un detox forzato. Se dovete postare la foto del piatto su Instagram\, fatelo quando tornate a valle. Godetevi il momento.\n\n\n\n\n\n\nLa dritta dello zioLa domenica mattina presto è il momento migliore per comprare i pezzi migliori dai cercatori. Chi tardi arriva\, mangia bene lo stesso\, ma i tartufi più belli sono già andati.È una delle ultime sagre dove senti ancora l’odore del bosco e non quello del marketing. Il tartufo nero di Scagnello ha un prezzo più accessibile del bianco\, quindi puoi permetterti di essere generoso con le grattugiate.
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SUMMARY:Un Borgo di Cioccolato 2026 - Borgo San Dalmazzo (CN)
DESCRIPTION:Fiera Nazionale del cioccolato artigianale \n\n\n\n🎟️ Ingresso: Gratuito (Laboratori a pagamento: 2€ – 5€). \n\n\n\nVecchiometro⭐⭐⭐⭐ (forse più adatto a famiglie\, ma se vi piace il cioccolato questi sono cinture nere) \n\n\n\n\n\n\n📅 Quando: Sabato 7 e Domenica 8 Marzo 2026\n\n\n\n📍 Dove: Palazzo Bertello (Via Vittorio Veneto 19) + Centro Storico di Borgo San Dalmazzo (CN)\n\n\n\n💎 Il Piatto Forte: Sculture di cioccolato a tema “Pinocchio”\, Cena al Cioccolato e “La Via del Cioccolato” (Domenica).\n\n\n\n👥 Livello di Folla: Medio-Alto (soprattutto domenica pomeriggio per le degustazioni).\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nCosa succede davvero\n\n\n\nLa 26ª edizione di Un Borgo di Cioccolato diventa per la prima volta Fiera Nazionale e decide di provocare tutti con il tema “Il cioccolato non mi piace”. Tranquilli\, è ironico (o almeno speriamo). Quest’anno si festeggia il bicentenario di Pinocchio: aspettatevi sculture di cioccolato dedicate al burattino\, opere che probabilmente vi faranno sentire in colpa a mangiare anche solo un orecchio del Gatto o della Volpe. \n\n\n\nIl cuore pulsante è Palazzo Bertello\, dove troverete gli stand dei maestri pasticceri e i laboratori. Ma attenzione: domenica 8 marzo la festa invade le strade con il mercato hobbistico e i punti degustazione sparsi per il centro. \n\n\n\nGli highlights per i diversamente giovani\n\n\n\n\nSabato sera (19:45): La “Cena al Cioccolato” con lo Chef Fulvio Marengo. Costo 45€. Se volete provare l’ebbrezza del cacao nel salato senza cucinare voi.\n\n\n\nDomenica pomeriggio: “La Via del Cioccolato”. Un pass per girare i punti degustazione in città. In pratica\, una scusa nobile per fare vasche in centro mangiando.\n\n\n\n\nVarie ed eventuali\n\n\n\n\nStand e degustazioni con maestri cioccolatieri provenienti da tutta Italia\n\n\n\nLaboratori ludici per bambini e adulti per scoprire la magia del cioccolato\n\n\n\nShowcooking e dimostrazioni con chef e pasticceri esperti\n\n\n\nMostre di opere in cioccolato e percorsi creativi\n\n\n\nEsposizioni tematiche (ferrovia\, modellismo) per staccare dalla sola gola\n\n\n\nMercatini dell’hobbistica e della creatività legata al tema\n\n\n\n\n\n\nI consigli della Confraternita\n\n\n\n\nIl Parcheggio (Cruciale): Palazzo Bertello ha un parcheggio davanti\, ma sabato e domenica sarà il caos totale. Il trucco: Parcheggiate verso la stazione ferroviaria o zona ASL (Via Bergia). Sono 5-8 minuti a piedi reali\, ma vi risparmiano 20 minuti di imprecazioni in coda.\n\n\n\nIndice “Urla di Bambini”: Alto. Ci sono i laboratori “Pinocchio” per bambini (sabato e domenica). Se cercate silenzio e meditazione\, venite all’apertura mattutina (ore 10:00) o durante la pausa pranzo (13:00).\n\n\n\nBagni: Quelli di Palazzo Bertello sono decenti ma affollati. Strategia alternativa: caffè tattico nei bar di Corso Barale prima di entrare nella mischia.\n\n\n\nClima: Marzo Pazzo! Siamo ai piedi delle valli. Dentro Palazzo Bertello fa caldo (c’è gente)\, fuori a marzo può tirare un’aria che vi porta via. Vestitevi a cipolla: maglietta della salute sotto\, piumino sopra.\n\n\n\nArriva con lo stomaco pronto: ci sono degustazioni\, laboratori e street-food tutto il giorno.\n\n\n\nProva la Pralina di Borgo San Dalmazzo (nato da concorso locale\, ormai simbolo del gusto)\n\n\n\nI coffee-break non sono solo caffè: fermati alle “vie del cioccolato” per una foto e un assaggio.\n\n\n\n\n\n\nLa dritta dello zioI laboratori (sia adulti che bambini) costano pochissimo (2€-5€) e vi portate a casa la creazione. Ma i posti sono solo 25 per turno. Non fate i “bogia nen” che aspettano l’ultimo minuto: chiamate il 3281365625 ora per prenotare o guarderete gli altri pasticciare mentre voi state in piedi a guardare.
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SUMMARY:Sagra del Polentone 2026 - Ponti (AL)
DESCRIPTION:Tradizione e primavera all’ombra del castello \n\n\n\n🎟️ Ingresso: Gratuito. \n\n\n\nVecchiometro⭐⭐⭐⭐⭐ Una sagra della polenta come piace a noi: genuina\, contadina\, assolutamente sublime. \n\n\n\n\n\n\n📅 Quando: Domenica 1 Marzo 2026.\n\n\n\n📍 Dove: Piazza del paese\, Ponti (AL)\, nell’Alto Monferrato\, dove l’aria inizia a profumare di Liguria ma lo stomaco è ancora piemontese al 100%.\n\n\n\n💎 Un “Polentone” gigantesco\, cotto a legna e servito tradizionalmente con merluzzo\, frittata di cipolle e fiumi di vino locale.\n\n\n\n👥 Livello di Folla: Intenso. Lo “scodellamento”\, ossia quando questa montagna d’oro fumante viene rovesciata sul tagliere gigante\, attrae un sacco di Polentariani. Un’emozione che nessuna serie TV potrà mai eguagliare.\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa sagra della tradizione polentariana\n\n\n\nLa Sagra del Polentone di Ponti non è un semplice evento gastronomico. È un rito pagano\, un monumento alla civiltà contadina e uno schiaffo morale a chiunque compri la polenta istantanea al supermercato. \n\n\n\nA Ponti (un piccolo borgo sulle rive della Bormida)\, la polenta si fa come impone la tradizione secolare: in un paiolo di rame grande come una vasca da bagno\, girata a forza di braccia e sudore con remi di legno\, sul fuoco vivo. E il condimento? Sua Maestà il merluzzo e la frittata di cipolle. Roba per stomaci forti e cuori impavidi. \n\n\n\nDimenticate i piattini gourmet e le pinzette da chef. A Ponti si respira l’aria delle feste di paese di una volta\, quelle dove il fumo della legna ti entra nei vestiti e ci resta fino al martedì. \n\n\n\nVedere i “polentari” – veri atleti della tradizione – che girano quintali di farina di mais faticando per ore sopra il fuoco vivo\, è uno spettacolo che merita rispetto. Qui non si bada alle calorie\, si bada alla sostanza. Si mangia sulle panche di legno\, gomito a gomito con perfetti sconosciuti\, uniti dal sacro vincolo del merluzzo e del vino rosso. È la massima espressione del Vecchio Dentro: rustico\, sincero e senza filtri. \n\n\n\nCosa si mette sotto i denti \n\n\n\n\nIl Polentone e la Trinità del Gusto: La polenta di Ponti è storicamente legata ai sapori poveri e di magro (spesso legati al periodo quaresimale o del Carnevalone). Il trittico perfetto è: polenta fumante\, un mestolo generoso di merluzzo in umido\, o in alternativa la leggendaria frittata di cipolle e stoccafisso.\n\n\n\nIl Vino del Monferrato: Siete nella terra dove Barbera e Dolcetto curano ogni malanno. Non azzardatevi a chiedere una bibita gassata\, o vi toglieranno la cittadinanza onoraria piemontese.\n\n\n\nI Banchi Locali: Spesso intorno alla piazza spuntano piccoli produttori agricoli con formaggi delle valli\, salumi e dolci tipici. Impossibile tornare a casa a mani vuote.\n\n\n\n\nPerché ci piace\n\n\n\n\nUn pellegrinaggio obbligatorio per chi rispetta le vere tradizioni. Una festa che sazia il corpo e scalda l’anima. Unico effetto collaterale: necessità di un pisolino di tre ore sul divano nel pomeriggio.\n\n\n\n\n\n\nI consigli della Confraternita\n\n\n\n\nPonti è un borgo piccolo tagliato dalla ex Strada Statale 30. Quando c’è il Polentone\, le auto invadono la valle.L’Arrivo Tattico: Arrivate verso le 10:30/11:00. Troverete parcheggio lungo le vie d’accesso al paese o nelle aree designate dai volontari della Pro Loco. Se arrivate a mezzogiorno in punto\, preparatevi a camminare chilometri.\n\n\n\nIl Posizionamento: Non perdetevi la preparazione! Piazzatevi vicino al paiolo gigante (ma a debita distanza dal fumo) per assistere al rito. Il momento in cui la polenta viene “scodellata” e tagliata col filo è roba da far venire la pelle d’oca.\n\n\n\n\n\n\nLa dritta dello zioL’Abbigliamento del Polentariano: Lasciate a casa il cappotto della domenica. Vestitevi a strati\, con roba lavabile a 60 gradi\, perché l’odore di fumo di legna e cipolla vi marchierà a fuoco (ed è bellissimo così).
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