Mercatino di Antiquariato del Rione Vernato di Biella (BI) – quarta domenica del mese

Il Vernato è il quartiere più antico di Biella — il suo nome compare per la prima volta in un documento dell’anno 996, e fino al 1421 fu addirittura un comune autonomo con propri statuti. Nasce come luogo di accoglienza per viaggiatori e pellegrini, lungo le “coste”, le vie acciottolate che salgono verso il Piazzo medievale. Lungo la Costa del Vernato si trovano ancora oggi alcune delle abitazioni più antiche della città, risalenti al tardo Medioevo.

La quarta domenica del mese (tranne marzo, giugno e settembre), questo quartiere millenario ospita il Mercatino di Antiquariato del Rione Vernato lungo Via Delleani e Corso Risorgimento, agli stessi Giardini Alpini dove si tiene La Brocanterie. Due mercati, stesso parco, stessa domenica: per chi viene da fuori Biella è una mattinata doppia.

  • 📅 Quando: ogni 4ª Domenica del mese, esclusi marzo, giugno e settembre
  • 📍 Dove: Biella (BI) – Giardini Alpini d’Italia – Via Delleani / C.so Risorgimento
  • 🕰️ Orari: Dalle 7:00 alle 18:00
  • 🏺 Tipologia: Antiquariato, bric-à-brac, usato
  • 💼 Espositori: variabile

Il calendario 2026: prossime date

domenica 22 febbraio 2026
domenica 26 aprile 2026
domenica 24 maggio 2026
domenica 26 luglio 2026
domenica 23 agosto 2026
domenica 25 ottobre 2026
domenica 22 novembre 2026
domenica 27 dicembre 2026

Il quartiere nato nell’anno 996 e il suo mercato del mattino

Il Vernato deve il suo nome all’ontano — in piemontese “verna” — la pianta che cresceva copiosa nei terreni umidi ai piedi della collina del Piazzo, dove le acque discendenti trovavano il loro percorso naturale. Nel 1954 durante lavori di scavo fu scoperta una necropoli romana, che spingeva le origini del quartiere ancora più indietro, fino all’insediamento ligure pre-romano.

Tutto questo per dire che fare il mercato dell’antiquariato in questo quartiere ha una profondità storica che pochissimi mercati italiani possono vantare. Il Vernato conosce il commercio da molto prima che arrivasse l’autostrada.

Rispetto alla Brocanterie che si tiene nel medesimo parco, il Vernato ha un carattere leggermente più popolare: la merce è più varia, i prezzi tendono a essere più aperti alla trattativa, l’atmosfera è quella del mercato di quartiere vissuto. L’apertura alle 7 di mattina premia i mattinieri in modo concreto: i pezzi più interessanti vengono prenotati nelle prime ore.

Cosa mettere nel mirino

  • Il vantaggio delle 7 di mattina: Aprendo un’ora prima della Brocanterie, il Vernato dà un’ora di vantaggio a chi arriva all’alba. I professionisti lo sanno — arrivate presto.
  • Bric-à-brac autentico: Radio valvolari, macchine da scrivere, posaterie incomplete ma bellissime, sedie impagliate. Il mercato del quartiere ha quella qualità rara di portare oggetti che vengono da case vere.
  • La trattativa biellese: Il venditore del Vernato è diretto e senza fronzoli. Si guarda il pezzo, si fa un’offerta, si vede. Non aspettatevi lunghi preamboli.

Perché andarci: Perché combinato con La Brocanterie — stesso parco, stessa mattina — offre una delle cacce all’antiquariato più complete del Biellese. E perché arrivare alle 7 in un quartiere fondato nell’anno 996 ha il suo fascino.

I consigli della Confraternita

Arrivate alle 7 — sul serio: L’apertura è alle 7:00 e non è un orario decorativo. I pezzi migliori vengono visti dai professionisti mentre gli espositori stanno ancora sistemando i banchi. Portate il caffè del bar di Via Lamarmora.
Fate entrambi i mercati: Il Vernato e La Brocanterie si tengono nello stesso parco, la stessa domenica. Non ha senso venire appositamente per uno solo — girateli entrambi, poi tornate dove avete visto qualcosa di interessante.

La dritta dello zio

La Costa del Vernato (dopo il mercato): Prendete cinque minuti per salire a piedi lungo la Costa del Vernato. Poco dopo la chiesa di San Nicola, sulla destra, ci sono due case su travi di legno del tardo Medioevo — tra le abitazioni più antiche di Biella. Una si chiama Casa della Sindone, per un affresco del Seicento che raffigura san Filippo Neri con il Sudario. Non è un museo, è una via normale. Sono lì da 600 anni. E nessuno le guarda mai.

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