Mercato delle Pulci e dell’Artigianato di Giaveno (TO) – quarta domenica del mese

Nella capitale del fungo e del buon pane, anche il mercatino sa il fatto suo.

  • 📅 Quando: Ogni 4ª Domenica del mese, da gennaio a novembre. Dicembre: sospeso (i Vecchi Dentro riposano, o fingono di farlo).
  • 📍 Dove: Giaveno (TO) – Centro storico, tra Via Roma e le piazze limitrofe.
  • 🕰️ Orari: Dalle 9:00 alle 18:00
  • 🏺 Tipologia: Pulci e usato, artigianato, bric-à-brac, libri, enogastronomia locale.
  • 💼 Numero Espositori: circa 120.

Il calendario 2026: prossime date

domenica 25 gennaio 2026
domenica 22 febbraio 2026
domenica 22 marzo 2026 (insieme ci sarà anche la 6° edizione della Mostra mercato del giocattolo) – Occhio: evento rinviato a domenica 29 marzo causa maltempo
domenica 26 aprile 2026
domenica 24 maggio 2026
domenica 28 giugno 2026
domenica 26 luglio 2026
domenica 23 agosto 2026
domenica 27 settembre 2026
domenica 25 ottobre 2026
domenica 22 novembre 2026
(dicembre: sospeso)

Un mercatino che profuma di valle (e di pane fresco)

Giaveno non è una di quelle cittadine che si visita per caso. Ci si arriva perché si sa dove si va: nella capitale indiscussa della Val Sangone, incastonata tra i boschi che scendono verso Torino e le montagne che guardano la Sacra di San Michele dall’altra sponda della valle.

E la quarta domenica del mese, il suo centro storico si anima in modo particolare: circa 120 espositori prendono possesso di Via Roma e delle piazze adiacenti, trasformando quello che già di suo è un bel camminare in qualcosa di ancora più interessante.

Il mercatino di Giaveno ha una caratteristica che lo rende diverso dalla media: è molto forte sui libri. Non i soliti romanzi scuciti degli anni Novanta, ma roba vera — libri di storia locale, guide d’epoca, vecchie collane illustrate, qualche rarità. Chi ha la biblioteca come malattia cronica ha trovato il suo posto di cura (o di ricaduta, a seconda dei punti di vista).

Il bric-à-brac è quello tradizionale e soddisfacente: macinini, cornici, posaterie con la polvere giusta, oggettistica da cucina che ha visto decenni di minestre. Non è un mercato patinato, e questo è il complimento più alto che si possa fare.

I banchi di artigianato portano un po’ di colore e di presente in mezzo a tutto quel passato. E poi ci sono i banchetti enogastronomici: produttori locali che portano quello che la Val Sangone sa fare — e la Val Sangone sa fare cose buone.

Cosa mettere nel mirino

  • I libri, prima di tutto. Arrivate presto. I banchi più forniti si svuotano in fretta e i cercatori seri non perdono tempo.
  • Il bric-à-brac vecchio stile. Giaveno non è un mercato per chi cerca il pezzo da esposizione. È un mercato per chi vuole il barattolo di latta con ancora scritto il nome di quello che conteneva, la bilancia da cucina con i contrappesi in ottone, il macinino da caffè che ha macinato caffè davvero. Roba con la storia dentro.
  • I banchetti enogastronomici. La Val Sangone produce miele, formaggi, piccoli frutti di montagna e — ossessione locale fieramente dichiarata — funghi porcini. Se capita di trovare qualcuno che li porta al mercato, non fate i timidi.

Perché andarci: Il centro storico di Giaveno, con i suoi scorci, è una gioia per gli occhi anche senza bancarelle. Vale la pena andarci anche solo per una piacevole passeggiata.

I consigli della Confraternita

Giaveno è comodissima da raggiungere da Torino (circa 30 km dalla tangenziale), ma il giorno del mercato il centro è trafficato. Meglio non arrivare all’ultimo minuto.
Parcheggio Piazza Molines / Viale Regina Elena: È la zona più comoda. A due passi dal cuore del mercato senza dover fare slalom tra i banchi con la macchina.
Piazza Mautino: Un’altra opzione valida, con parcheggio nelle adiacenze. Da qui si entra nel centro storico dalla parte giusta.
Il centro storico vale anche senza mercato: Il Mascherone seicentesco in Piazza Giovanni XXIII, le torri medievali dell’antica cittadella abbaziale, la Collegiata di San Lorenzo con la sua pala d’altare settecentesca che nasconde anche una veduta di Giaveno del ‘700 — è tutto lì, a portata di gamba.
Il pane (Obbligatorio con la O maiuscola): Giaveno non è solo la capitale del fungo — è anche Città del Buon Pane, con tanto di Denominazione Comunale d’Origine per le sue forme storiche: la micca, la biova, lo stirotto e la mezzana. I panifici del centro sfornano mattina e sera. Prima o dopo il giro del mercato, compratevi una biova fresca e mangiatela lì, che è la cosa più giusta da fare.

La dritta dello zio

La Focaccia di Giaveno: Dolce, di pasta brioche, a volte con gocce di cioccolato. Tecnicamente è la “Focaccia della Befana”, ma si trova tutto l’anno nei forni artigianali. Non è una scusa, è un dovere.

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